Archivio

Archivio per la categoria ‘Palermo’

Punto informativo n. 1 del GrillodiPalermo.it. “RifiutiAMIAmoci”

15 novembre 2009

Sono le ore 8:00 di domenica 8 novembre 2009. Non sto nella pelle, è la giornata del primo punto informativo degli amici di beppegrillo del meetup palermo3. Tratterà della questione rifiuti con riferimento a quello che  sta succedendo a Palermo. Mancano ancora 3 ore ma tra il dire e il fare il tempo passa. Faccio colazione mi do una sistemata ed esco.rifiutiamiamoci

L’appuntamento è alle 11:00 ma arrivo prima, nell’attesa rifletto sulla giornata e visito un pò il centro di Palermo. Finalmente si vede qualcuno, arriva il materiale e iniziamo a mettere le tende. Prepariamo il gazebo, attacchiamo manifesti, sistemiamo sedie e tavli, disponiamo dvd, magliette e gadget vari, oltre naturalmente il nostro pane….il materiale informativo.

Nemmeno il tempo di montare il tutto che già si inizia a distribuire e spiegare chi siamo e cosa ci proponiamo di fare. Informiamo sulla questione rifiuti. La gente collabora, ci ascolta pazientemente e si ferma volentieri al nostro banchetto, ci lascia pure qualche soldo e compra qualche gadget. Rispondiamo cortesemente alle domande posteci. Qualcuno non sa che dalla combustione dei rifiuti negli inceneritori rimane qualcosa…eppure è normale! Quante cose si imparano! L’afflusso comincia a calare quando arriva l’ora di pranzo. Ne approfittiamo anche noi e a turno andiamo a rifocillarci. Il pomeriggio è lungo e all’imbrunire, come da programma, ci saranno proiezioni di vari filmati, tra cui il film documentario, Una montagna di balle.

Qui entro in gioco io. Il proiettore è pronto ma c’è qualche problema con la connessione al computer e la visualizzazione dei filmati. Mi offro volontario. Vado a casa e porto il mio mac, cavo di connessione al seguito e il problema viene risolto. Adesso alla regia ci sono io. Intanto le tenebre iniziano a calare e tra un volantinaggio e una spiegazione siamo arrivati al dunque. Iniziamo, per scaldare la serata, a proiettare un pò di video. I più fruttuosi sono quelli dove c’è il sindaco Cammarata. In effetti interessa maggiormente alla gente che si accalca. Eccoli. Cammarata reloaded e Palermo cool.

Alle 17:00 è arrivato il momento del film-documentario ma appena iniziamo il generatore fa le bizze, o meglio resta a secco. E’ finito il carburante. I primi volontari si offrono per andare a comprarne un pò di bottiglie, tornano, ricaricano ma una nuvola di fumo crea il panico. Che succede? Semplice, Il generatore a benzina è stato caricato a diesel. Mentre partono le operazioni di pulizia e svuotamente del diesel, io e un altro ragazzo partiamo stavolta alla ricerca di benzina. Quando torniamo con alcune bottiglie il lavoro di svuotamento e pulizia del generatore non è ancora finito. Si corre per non annoiare la folla. Il film entro le 19 deve iniziare. Per fortuna prima delle 19:00 si parte e si ha un bel successo, seppur lungo (1,5 ore circa)  un bel pò di gente permane.

Alla fine del film continuiamo le attività di informazione e di proiezine di vari filmati tra cui le repliche che hanno avuto più successo. Divertiamo la folla anche con un quasi palermitano che ho scoperto in rete, Tony Troja. I suoi video sono davvero bellissimi e alla fine di uno di questi, Vaffansilvio, scatta pure l’applauso. Tony troja il giorno dopo, contattato su facebook, non vuole crederci!

Alla fine della giornata mi offro volontario per spiegare alle persone, chi siamo, cosa abbiamo fatto, il film che hanno visto. Così prendo il microfono e dopo aver spiegato tutto ciò do l’appuntamento ai prossimi banchetti informativi con cadenza mensile.

Si smonta tutto, facciamo il punto della situazione tra cui il ricavato in denaro della giornata. Una bella sommetta che ci fa rientrare delle spese che abbiamo sostenuto. Per festeggiare ce ne andiamo a cenare insieme. Che dire una bella giornata. Grazie alle persone che ci hanno sostenuto e che magari ne sanno un pò di più. Il nostro obiettivo era poi solo quello, portare l’informazione in piazza. Dopo tante insistenze da parte mia nelle numerose riunioni del meetup, finalmente siamo riusciti a realizzare il tutto.

Ah dimenticavo….ecco il filmato realizzato da Giulia alias Amelia degli Amici di Beppe Grillo del Meetup Palermo 3  di cui faccio parte. Occhio che ci sono pure io.

Author: Luciano Crimi Categories: Ambiente, Informazione, Palermo Tags:

Abusivismo morale. Storia di una semplice giornata alla Feltrinelli

9 novembre 2009

La aspettavo da molto tempo questa occasione, sì… da socio UAAR (Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti) incontrare uno dei miei Presidenti è stato un onore soprattutto se è del calibro di Margherità Hack, una delle scienziate più famose e conosciute al mondo. L’Astronoma e non astrologa come disse il nostro presidente del consiglio.
Così sono andato alla Feltrinelli di Via Cavour ad incontrarla in occasione della presentazione di un libro di cui ha scritto la prefazione. Edito La Zisa. Cito l’editore in quanto più avanti avrà la sua importanza.
Entro un pò in ritardo e non riesco a vedere nulla, un nugolo di gente mi oscura la visuale, sento soltanto parlare la Hack. Alla fine il ringraziamento dell’editore della casa editrice che oltre a ringraziare l’autore e la Hack mostra un pò i muscoli dichiarando che la sua casa editrice aderisce al progetto Pizzofree di AddioPizzo, che non ha intenzione di pagare neppure un euro alla criminalità. Questa dichiarazione entusiasma la gente che applaude e che spinge una signora del pubblico a chiedere alla moderatrice dell’evento (personale della Feltrinelli) se la Ricordi Mediastore ha aderito a Pizzofree. La risposta è quanto mai lapidaria, neppure finisce di pronunciare la domanda che un bel SI perentorio viene dichiarato e immediatamente si cambia discorso. Questa repentina quanto mai deviazione dall’argomento legalità mi crea qualche sospetto. Mi ricordo così di avere in tasca il mio opuscoletto con l’elenco delle attività commerciali aderenti a Pizzofree, lo prendo, dò un’occhiatina e vedo La Zisa, sfoglio ancora, chiudo e poi riapro ma la Feltrinelli, Ricordi Mediastore non la trovo. Ricomincio d’accapo, forse sarà sotto un’altra voce, magari negozi musicali, o altro. Niente.
Mi chiedo magari che non sarà aggiornato, il mio opuscoletto infatti risale a Maggio 2009, siamo a novembre magari è successo qualcosa negli ultimi mesi.
Mi prude la domanda ma non approfitto della possibilità del microfono. Sbaglio? In quel momento mi pare fuori luogo e così aspetto la fine.
Concluso l’evento, fattomi la foto di rito con la prof.ssa Hack, mi congratulo con l’editore de La Zisa per la coraggiosa scelta di non pagare il pizzo e spiego a lui che nonostante le dichiarazioni della sig.ra della Feltrinelli non mi torna qualcosa. Lui mi indica di andarlo a chiedere…”è proprio lì vicino alla cassa” mi dice. Mi reco e con molto garbo chiedo se veramente la Ricordi ha aderito visto che nell’opuscolo di maggio non risulta. Lei un pò stizzita mi chiede: “Lei chi è, si qualifichi“. Io rispondo che sono un semplice cittadino che vorrebbe sapere di più sulla sua dichiarazione. Lei mi risponde che è stata fatta la richiesta e che il mio opuscolo non è aggiornato. “Abbiamo fatto richiesta dopo maggio” mi dice. Chiedo quando è stata fatta richiesta ma lei si rifiuta e che a suo dire non avrei il diritto di saperlo. Intanto i toni si alzano e la gente, numerosissima, rimane attonità dalla nostra accesa discussione. Io sventolo il libricino di Addiopizzo mentre lei si rifiuta di darmi spiegazioni. Forse non sa darle e non vuole dire cose sbagliate e così la saluto con la promessa di chiamare Addiopizzo e venirla a trovare.
Esco fuori, faccio la mia telefonata e Addiopizzo in effetti mi risponde che la Feltrinelli aveva fatto sì la richiesta ma a cui non è seguita una risposta definitiva in quanto la procedura di accettazione è lunga e deve seguire un iter particolare prima che sia inserita tra le attività commerciali virtuose. La signorina di Addiopizzo al telefono mi invita a controllare l’elenco sul sito internet ufficiale in quanto è sicuramente aggiornato. Io in quel momento mi sento un pò colpevole di aver pensato male così rientro, cerco la signora “Feltrinelli” di cui non so il nome e mi scuso per la mia intromissione, per aver dubitato male. Lei un pò arrabbiata, anche per la presenza della Hack, neppure mi da molto conto e così tutto finisce lì.
Me ne vado e nel percorso verso casa riflettendoci un pò su mi chiedo: “Ma perchè mi sono scusato?
La conferma arriva non appena ho la sentenza definitiva. Consulto infatti il sito di Addiopizzo e la Feltrinelli non risulta ancora. Quindi attualmente non è una attività Pizzofree. Sì proprio così, la Feltrinelli ha abusato di una virtù non ancora certificata. Finchè non ci sarà una risposta di Addiopizzo la Ricordi Mediastore non è in Pizzofree e pertanto non può considerarsi aderente all’iniziativa degna di lode. La mia opinione corrispondeva a realtà. Perchè mi sono scusato?
Scrivo di getto una email ad Addiopizzo raccontando l’accaduto e attendo una risposta. la pubblicherò qui appena possibile.

Come scaricare i video in streaming dei siti web.

19 ottobre 2009

Download video dalla Rai

Per scaricare i video dal sito web della rai io ho seguito questi passi e utilizzato due programmi.
Firefox (credo funzioini anche con IE) e Orbit downloader.

Installate i due software, avviate poi Orbit e apparirà una iconcina in basso a destra accanto all’orologio. Cliccate col tasto destro e settatelo come da figura:

orbitPoi andiamo sul sito della Rai e avviamo un video, passiamo col mouse di sopra e vedremo una iconcina apparire. Clicchiamo sulla freccia della iconcina e scegliamo di scaricare il file htm. Lo apriamo e vedremo il link del tipo mms://……., basta selezionarlo e fare clic destro, si aprirà la finestra di download di Orbit. Il gioco è fatto.

Download video da Mediaset

Per scaricare invece dal sito Mediaset, oltre che Firefox, serve invece Realplayer. Scaricatelo e installatelo, basta la versione free. Una volta avviato Realplayer, aperta la pagina web dove c’è il video da scaricare, apparirà in alto a destra del player l’icona Scarica questo video. Premerlo e il gioco è fatto.

Su mac invece ho dovuto settare il download automatico. In poche parole aprire il sito web col video streaming, poi avviare Realplayer, poi cliccare sull’iconcina RealPlayer Downloader.

realdownloader

Andare nelle preferenze del programmino e settarlo come da figura:

pref_realdown

Salvare le impostazioni e adesso basterà cliccare sul video che state vedendo per far apparire il file da scaricare in RealPlayer Downloader.


Author: Luciano Crimi Categories: Palermo Tags:

Il “Primo” marinaio di Palermo

24 settembre 2009

Alla luce della vicenda dell’impiegato assenteista presso la Gesip a Palermo e degli ulteriori sviluppi, scoperta da Stefania Petyx a Striscia la Notizia, ho pensato di mettere i puntini sulle i. Questo che sosterrò vale per un Paese che sogno. Un Paese normale dove i mafiosi vanno in cella, dove i politici fanno politica e non doppi lavori, dove l’informazione informa e i giornalisti non sono cacciati o puniti solo perchè dicono quello che pensano, ecc ecc…

In un Paese normale un cittadino non si rivolgerebbe a Stefania Petyx, in un paese normale non ci sarebbero neppure queste persone che sputano su un posto di lavoro nonostante in Italia la disoccupazione sia ai massimi storici.

In un Paese normale il cittadino andrebbe dalla Dirigenza di quella azienda a segnalare il “problema” o al massimo dalle Forze dell’ordine. Siccome non siamo un paese normale,  non ci si fida della Dirigenza dell’ente in oggetto e non ci si fida delle forze dell’ordine, allora si spiffera in tv. Scommetto che se la segnalazione fosse arrivata alla Polizia si sarebbe insabbiato tutto (questo si che è normale).

In un Paese normale ci sarebbe stata una Dirigenza normale e l’impiegato non avrebbe potuto assentarsi senza che nessuno se ne accorgesse, ammettendo che la dirigenza sia in buona fede ma ne dubito.

In un Paese normale un Sindaco si sarebbe informato sulle persone da assumere, per capire a chi consegna i propri beni da gestire, ma soprattutto avrebbe assunto regolarmente pagando i contributi. Questo vale anche per un grande imprenditore di cui censuro il nome visto che siamo in un Paese anormale.
In un Paese normale la gente sarebbe scesa in piazza per protestare, soprattutto la gente senza lavoro, gente che ha voglia di lavorare ma non può perchè vede che altre persone indegne, chiamate direttamente e non per concorso, occupano abusivamente un posto di lavoro che non meriterebbero e che calpestano per andare a fare il “marinaio”, non per gestire la propria barca ma quella del Sindaco.  Qualcun altro aveva il “fattore” mafioso, qui abbiamo un “marinaio” che affittava la barca in nero all’insaputa del suo “capitano” a quanto pare.

In un Paese normale, ad es. Inghilterra, un politico di professione si dimetterebbe per molto meno, ad es.  per aver pagato una propria fattura con soldi dello stato. Evidentemente non lo siamo…normali.

Facciamoci una ragione, dovremo aspettarci ancora qualcosa di più, quello che stiamo vivendo in questi anni è solo l’inizio. D’altra parte non siamo in un Paese normale e quindi è ….normale.

Author: Luciano Crimi Categories: Palermo Tags:

Liberi di non credere….io ci sarò.

18 settembre 2009

19 SETTEMBRE 2009, ROMA
LIBERI DI NON CREDERE
primo meeting nazionale per un paese laico e civile

Erano pochi milioni, cent’anni fa. Oggi sono circa un miliardo. Il formidabile aumento del numero dei non credenti è l’unica, rilevante novità nel panorama religioso mondiale degli ultimi decenni. Un fenomeno che, peraltro, nei paesi democratici non accenna affatto a fermarsi: una crescita che, significativamente, non è il frutto dell’opera di ‘missionari’ dell’ateismo e dell’agnosticismo, ma l’esito di centinaia di milioni di riflessioni individuali. Circostanza ancora più eloquente, la loro diffusione è maggiore quanto maggiore è la diffusione del benessere, dell’istruzione, della libertà di espressione. Lungi dal portare le società alla rovina, come vaticinano leader religiosi incapaci di trovare risposte più adeguate alla secolarizzazione, atei e agnostici ne rappresentano la parte più dinamica, quella che più contribuisce alla loro crescita: rispetto alla media della popolazione sono più giovani, più istruiti, più aperti al nuovo, più tolleranti nei confronti di chi viene troppo spesso dipinto come ‘diverso’: stranieri, omosessuali, ragazze madri, appartenenti a religioni di minoranza.

Quasi ovunque il mondo politico ha registrato questi cambiamenti, improntando le legislazioni nazionali a norme sempre meno dipendenti dall’etica religiosa prevalente (ancora per quanto?), e valorizzando per contro l’autodeterminazione dei singoli individui. Persino in una “nazione cristiana” quale sono ritenuti gli Stati Uniti, un americano su sette non appartiene ad alcuna religione: non è un caso che, nel suo discorso di insediamento, Barack Obama abbia esplicitamente riconosciuto il ruolo dei non credenti.

Un solo paese occidentale sembra fare eccezione, nonostante la religiosità sia in calo anche lì. È il paese con la classe politica meno apprezzata, con i livelli più bassi di libertà di espressione: un paese che tanti, in patria e all’estero, ritengono in declino. Quel paese è il nostro, quel paese è l’Italia. Un paese dove i non credenti sono i paria della società, relegati dalla legge (e dal condizionamento sociale) a cittadini di quinta categoria: l’incredulità viene buona ultima, quanto a diritti, dopo la Chiesa cattolica, le confessioni sottoscrittrici di Intesa, i culti ammessi e le confessioni non registrate. Un paese dove si può essere censurati se si tenta di scrivere che Dio non esiste. Un paese dove, in televisione, è impossibile ascoltare una critica alle gerarchie ecclesiastiche.

Eppure gli atei e gli agnostici non sono affatto pochi: anche in Italia, un cittadino su sette non crede. Ma nessuno lo ascolta. Certo, il servilismo del mondo politico e dei mass media italiani non teme, come si è detto, confronti con altri paesi. Ma anche gli increduli hanno le loro responsabilità. Se vogliono non essere discriminati sui luoghi di lavoro; se desiderano che i loro figli, a scuola, non siano confinati in un ghetto; se non accettano che ingenti somme delle (scarse) finanze pubbliche finanzino organizzazioni confessionali; se, in poche parole, pensano che l’Italia debba realmente essere uno Stato laico e democratico, che tratta tutti i cittadini allo stesso modo, è necessario far sentire la propria voce. Finora non è mai accaduto: mai atei e agnostici hanno manifestato per i loro diritti civili.

Atei e agnostici non credono nei miracoli: sanno benissimo che, per ottenere dei cambiamenti, è necessario darsi da fare. È dunque venuto il tempo, anche per i non credenti, di mobilitarsi. Per questo motivo l’UAAR, l’associazione di promozione sociale che unisce gli atei e gli agnostici, indice per sabato 19 settembre, alle ore 15, nell’area antistante lo stadio Flaminio (Piazzale Ankara) a Roma

LIBERI DI NON CREDERE
primo meeting nazionale per un paese laico e civile

La data scelta non è casuale. I diritti dei non credenti possono essere riconosciuti solo laddove non c’è alcuna religione di Stato, di fatto e/o di diritto. Il 20 settembre 1870 non venne meno solo una religione di Stato; fu abbattuto un regime teocratico all’interno del quale era impossibile dichiararsi pubblicamente atei o agnostici. Molti, quel giorno, ritennero a portata di mano la realizzazione di una società, in cui una libera Chiesa costituisse solo una parte, non privilegiata, di un libero
Stato. Quel progetto, faticosamente avviato, fu poi bloccato dal ventennio fascista, dal cinquantennio democristiano e da un quindicennio di confessionalismo bipartisan.

Ora i tempi sono cambiati. Non intendiamo rievocare con nostalgia l’epopea risorgimentale: vogliamo invece impegnarci nella costruzione di una società moderna, laica, europea.

Vogliamo l’uguaglianza, giuridica e di fatto, di credenti e non credenti

Vogliamo l’affermazione concreta della laicità dello Stato

Vogliamo la fine di ogni privilegio, di diritto e di fatto, accordato alle confessioni religiose

Vogliamo che le concezioni del mondo non religiose abbiano la stessa visibilità e lo stesso rispetto delle concezioni del mondo religiose

In particolare, chiediamo:
Avvio di un processo per il superamento del regime concordatario
Riconoscimento delle unioni civili
Aumento delle risorse pubbliche stanziate per la ricerca scientifica
Rimozione degli ostacoli frapposti alla contraccezione d’emergenza (c.d. “pillola del giorno dopo”)
Abolizione dei limiti all’accesso alla fecondazione artificiale introdotti dalla legge 40/2004
Abolizione dell’obiezione di coscienza nei reparti di ginecologia degli ospedali pubblici
Introduzione della pillola RU-486 e presenza capillare di consultori pubblici
Legalizzazione dell’eutanasia attiva volontaria
Riconoscimento delle direttive anticipate di fine vita
Rimozione di ogni discriminazione basata sull’orientamento sessuale
Possibilità per tutti i cittadini di poter abbandonare formalmente la propria religione
Disponibilità su tutto il territorio nazionale di strutture per la cremazione e di sale del commiato laiche
Disponibilità, su tutto il territorio nazionale, di luoghi solenni e tempi consoni per il matrimonio civile
Edifici pubblici laici, non contrassegnati dal simbolo della Chiesa cattolica
Rispetto delle leggi sull’inquinamento acustico anche da parte delle confessioni religiose
Abolizione delle leggi di tutela penale in materia religiosa
Fine dei privilegi delle confessioni religiose nelle strutture obbliganti (ospedali, carceri, caserme…)
Riduzione dei tempi per l’ottenimento della separazione e del divorzio
Introduzione del sistema tedesco, per il quale solo i contribuenti che vogliono espressamente finanziare la loro fede pagano la tassa di religione
Fine del versamento di fondi comunali alle confessioni religiose quali oneri di urbanizzazione secondaria
Una scuola pubblica laica: dove chi non frequenta le ore di religione cattolica non sia discriminato; dove lo stesso insegnamento religioso cattolico sia sostituito da educazione civica o studio di religioni e filosofie non confessionali; dove non si svolgano atti di culto, visite pastorali o altre azioni di evangelizzazione; dove si insegnino l’evoluzionismo e il pensiero critico; alla quale siano destinati i fondi attualmente riversati su un sistema di scuole private ghettizzante e inefficiente.

Author: Luciano Crimi Categories: Palermo Tags:

Con l’acqua alla gola

17 settembre 2009

16 settembre 2009, la prima vera pioggia saluta il nuovo anno accademico all’Università di Palermo in Viale delle Scienze e causando non pochi problemi alla città intera.

Ma facciamo un passo indietro. A novembre 2008 viene eletto il nuovo Rettore, Roberto Lagalla, si fanno i conti e si scopre improvvisamente, e con sorpresa, che quelli fatti durante il precedente rettorato di Giuseppe Silvestri non sono così “sani” e che l’Università di Palermo non è tra le più “virtuose”. Si scopre un buco che varia, a seconda delle voci, dai 30 ai 120 milioni di euro. Nel frattempo scade a fine febbraio il mandato del Direttore Amministrativo Mario Giannone, gli subentra Vincenzo Petrigni. Il tempo di capire la situazione che, appena poco più di due mesi, rassegna le sue dimissioni (problemi personali dirà lui ma voci insinuano l’impossibilità di un accordo con le parti sindacali del personale). Gli succede Gabriele Cappelletti a giugno, dura qualche settimana e anche lui getta la spugna ma in seguito alle insistenze del Rettore torna al suo posto ritirandole.

Dopo varie attività amministrative, a dire il vero incoraggianti come il suo predecessore Petrigni, si vedono i primi risultati, ma a fine agosto Cappelletti, per problemi ancora una volta familiari (afferma lui), lascia definitivamente. La situazione intanto del buco, in parte risanato e fatti i conti per bene, è di 19 milioni di euro. Da Petrigni a Cappelletti intanto partiva una attività di taglia e spremi che portava al risparmio fino all’ultima goccia, trattenendo anche molti dei finanziamenti destinati alla ricerca e trattenendoli in bilancio per tamponare le falle. Si grida allo scandalo ma si procede comunque. Nelle strutture si blocca ogni “spreco”, se così si può chiamare, niente più acquisti di libri, niente più acquisti inopportuni, attività culturali limitate al necessario e molti degli ospiti di eventi culturali devono pagarsi anche alcune spese. Le strutture sono alla frutta, non hanno fondi per sostenere le normali spese di funzionamento. Gli edifici hanno parecchi problemi ma è estate e tutto procede nonostante tutto, a parte un episodio che ha molto di paradossale, presso l’edificio 15 dove lavoro, dove ha sede la mia struttura e la Facoltà di Scienze della Formazione. intervento_ed15Una ditta provvede a effettuare un intervento per una possibile crepa in cima all’edificio, fa dei test ed applica del materiale. Tutto qua, faccio delle foto. E’ la prima avvisaglia del peggio. Siamo quindi arrivati ad oggi, la prima vera pioggia che oltre a bloccare mezza città porta alla luce le falle dell’edificio 15 in balia delle intemperie. Sono le ore 11:00 del mattino e mentre fuori diluvia, all’8° piano sento un colare liquido, a mò di rubinetto aperto, vado a controllare e vedo che alcuni pannelli del controsoffitto sono venuti giù a causa dell’acqua che proviene dal terrazzo dell’edificio. Scopro che ci sono stati diversi problemi, uno dei quali in Biblioteca Centrale di Scienze della Formazione, al piano -1, parte del controsoffitto ha ceduto per l’acqua infiltratasi chissà da dove, piove sui libri, per non parlare poi del cattivo odore dovuto alle condutture del perenne problema del sistema fognario (mai risolto). In seguito alla mia e altre segnalazioni si presenta il giorno dopo, per l’ennesima volta,  un dipendente dell’Ufficio Tecnico che, sorridendo, effettua il sopralluogo presso la mia struttura, immagino già la sua risposta ma comunque effettuo le mie domande. “Alcune cose si possono sistemare ma per quanto riguarda la perdita dal soffitto non è possibile, il terrazzo è una groviera e non ci sono soldi, non ce la facciamo a sistemare gli edifici di Viale delle Scienze”.

Ma nella stessa giornata, per fare una battuta, piove sul bagnato. Scopro che molti dei contratti tra la Facoltà di Scienze della formazione e molti aspiranti docenti saranno a titolo gratuito, mandando nello sconforto molti di questi ultimi che ambivano ad una buona paga. Non ci sono i soldi per pagare le docenze esterne, forse molte discipline non saranno garantite nonostante ci sia il boom delle iscrizioni nell’Ateneo palermitano e a poche centinaia di metri si effettuano le selezioni degli aspiranti studenti (ignari di tutto) per l’accesso ai corsi di laurea. Docenze a titolo gratuito, solo per la gloria, magari a fine anno accademico verranno anche medagliati al suono dell’inno nazionale col tricolore della facoltà, rispolverato da una lunga vacanza nei bagni del 6° piano, tra lo scopettone e la ferraglia di materiale in attesa di essere smaltita. Che tristezza, proprio nella giornata della strage di militari italiani a Kabul, in Afghanistan.

Cosa ne sarà dell’Università di Palermo?

Author: Luciano Crimi Categories: Palermo Tags:

In nome di Bettino.

8 settembre 2009

Ho scoperto leggendo in rete, mi scuso ma non lo sapevo, che esiste una Fondazione Craxi. Beh nulla di anormale, visto che l’ha fondata la figlia Stefania. Ma con mio stupore ho letto sul sito di Antonio Di Pietro che tale fondazione verrà finanziata con soldi pubblici mentre altre fondazioni come quella di Sandro pertini o Gabriele D’Annunzio non riceveranno un euro. Spero non sia vera questa seconda ipotesi. Così mi sono detto “Vado a dare un’occhiata in rete.

Vedo che tale Fondazione ha un bel sito e all’art. 3 dello statuto dice:

La Fondazione,  che non ha fini di lucro e non può distribuire utili,  ha per scopo principale la tutela della personalità, dell’immagine, nonché del patrimonio culturale e politico di Bettino Craxi e la promozione, lo sviluppo, il sostegno e la diffusione delle idee di progresso, giustizia e libertà che hanno sottinteso alla sua opera.

La Fondazione intende perseguire obiettivi di sviluppo e diffusione di valori etici, umanitari e solidaristici e si prefigge come scopo lo svolgimento di compiti di vario genere finalizzati ai menzionati fini etici.

Ne avrà di lavoro per tutelare l’immagine di quest’uomo!  Invece credo che avrà poco da diffondere quando parla di valori etici. Eh si perchè di etico nella politica di Craxi c’era ben poco visto lo stesso “Craxi non era uno statista, è stato solo il fondatore del sistema dei finanziamenti illeciti ai partiti, un incallito corrotto e corruttore che ha distrutto il sistema economico italiano fondandolo sul meccanismo clientelare piuttosto che su quello meritocratico. Un meccanismo per cui appalti e lavori pubblici finirono nelle mani del miglior offerente invece che del più capace.“(dichiarazione di Antonio Di Pietro che io ammiro e in cui credo, notizie tra l’altro confermate anche dalle sentenze e riportate su wikipedia).

Su Wikipedia si legge ancora: “La Fondazione Craxi è una fondazione nata il 18 maggio 2000 allo scopo di tutelare la personalità, l’immagine, il patrimonio culturale e politico di Bettino Craxi attraverso la raccolta di tutti i documenti storici che riguardino la sua storia politica”.  Mi chiedo se la sig.ra Stefania Craxi menzionerà e archivierà anche le migliaia di pagine delle inchieste giudiziarie che hanno visto suo padre condannato in contumacia mentre era latitante e tutte le altre inchieste dichiarate estinte come, ironia della sorte, il protagonista.

Sul sito della fondazione si legge:

La Fondazione Bettino Craxi è stata costituita il 18 maggio 2000, da Stefania Craxi, figlia del leader Bettino Craxi, la cui scomparsa è avvenuta ad Hammamet, in esilio, il 19 gennaio 2000.

Dovrebbe correggere una parolina la signora Craxi, al posto di “in esilio” metta “da latitante” visto che per la legge uno che fugge sottraendosi alla giustizia è tale.

Wikipedia da una rappresentazione del personaggio Craxi molto più vicina alla realtà di quanto sostenga la figlia e si legge anche che è stato proposto di intitolare una via in suo onore a Roma. Sapete chi è il proponente? … Walter Veltroni, si proprio lui. Non mi sorprendo quando Grillo chiama questo sistema Veltrusconismo. Craxi è “l’amico” che lega i due personaggi politici nostrani. Adesso il compito di intitolare la strada a Craxi è in mano ad Alemanno…buon lavoro.

Author: Luciano Crimi Categories: Palermo Tags:

Palermo…giuda di se stessa.

30 luglio 2009


Sono passati 17 anni.  Alla vigilia dell’inizio della manifestazione in occasione della strage di Via D’Amelio (venerdì 17 luglio) non ero molto pessimista, diciamo che lo ero moderatamente. Pensavo che sarebbe sì stata una partecipazione blanda da parte della città per chiedere verità, per chiedere giustizia su fatti ancora avvolti da molti misteri, ma l’assenza quasi totale agli eventi dei cittadini palermitani mi ha davvero suscitato da un lato rassegnazione e dall’altra rabbia. Rassegnazione per l’andamento discendente  alla partecipazione di iniziative antimafia, rabbia perchè nonostante dei concittadini siano stati uccisi dalla mafia vengono sempre più dimenticati ogni giorno che passa. Eppure la Palermo dei funerali di Borsellino aveva sfogato la propria rabbia nei confronti delle istituzioni che nulla avevano fatto per proteggere i suoi uomini. Ricordo ancora il Presidente della Repubblica Scalfaro sottratto a stento dalla folla inferocità presso la cattedrale di Palermo. Dove è finita quella rabbia? Dove è finita quella voglia di giustizia? C’è bisogno davvero di sangue per far uscire fuori la dignità di questa città? Non sono bastate tutte le vittime di ogni ceto e di ogni professione? Non è bastato il sangue versato in ogni angolo di questa città? Una Palermo costellata da monumenti, targhe, corone di fiori e strade in ricordo dei caduti vittime di mafia. Mi chiedo se sia proprio questo ad aver reso assuefatta la gente alla normalità nell’avere lapidi e nomi in ogni luogo, in ogni struttura, scuole, sale e aereoporti.
Che strana coincidenza, 17 anni, venerdì 17, ultimo giorno in cui ho sentito un barlume di ottimismo. E’ finita. Non so se tornerà in me la voglia di credere in questa città. Certo non smetterò di credere nei miei ideali, di lottare in cui credo. Voglio che si sappia da che parte sto! Non sto dalla parte di chi sostiene la politica che va a braccetto con la mafia. Non sto con coloro i quali la sostengono. Non sto con chi non crede nei valori di onestà e legalità. Io sto dalla parte di chi si batte per una libertà vera, di pensare e dire ciò che si vuole, nel rispetto della costituzione. Sto con chi sostiene il principio dell’autodeterminazione per ciò che riguarda il proprio corpo. Sto con chi sosiene le energie rinnovabili o a bassissimo impatto ambientale. Sto con chi si batte per una acqua pubblica. Non sto dalla parte di chi vuole uno stato pontificio, dove le regole vengono dettate dalle sacre scritture. Potrei continuare ancora ma non vorrei perdere il filo di questo mio articolo.

Il 18 luglio 2009 quindi è scomparsa in me ogni briciola di speranza su questa città. La manifestazione di tre giorni, partita con la marcia delle agende rosse (vedi sito per ulteriori dettagli) da Via D’Amelio a Castel Utveggio, ha portato a Palermo circa 500 persone provenienti da tuttà Italia, da Pordenone a Catania, Emilia Romagna, Marche, lazio, Campania, Basilicata, Calabria e ancora e ancora. Un successo da una parte ma un fallimento e una sconfitta dall’altra per Palermo che era rapresentata da circa il 20% o poco più.

Il 19 luglio è cambiato poco, solo il pomeriggio si è avuta una maggiore affluenza ma non basta a far gridare al successo. Gli interventi di personaggi noti e cittadini semplici si susseguono in quel luogo reso tristemente noto per la morte di Pa0lo Borsellino e la sua scorta e dimenticato proprio dai condomini del palazzo dove abitava la madre del magistrato palermitano. Infatti, all’appello di stendere un lenzuolo bianco dai balconi per esprimere solidarietà alle vittime di mafia e dire no alla  criminalità organizzata, si è avuta una misera risposta. Le facciate dei palazzi erano quasi vuote, 5 lenzuoli di cui uno dell’appartamento dei Borsellino. Col susseguirsi di interventi e testimonianze sempre più lacrime scendevano timidamente sulle guance dei presenti, occhi lucidi ovunque me compreso. L’intervento che mi ha colpito di più è stato quello di Pino Masciari, imprenditore calabrese che a causa della denuncia dei suoi estortori ha subito minacce di morte e ha dovuto lasciare la sua terra per vivere in luoghi segreti con tutta la sua famiglia, il quale salito sul palco col figlio di 10 anni spiegava con molta rabbia la sua storia e le sue scelte. “Ho scelto la strada della legalità grazie a te figlio mio, per darti un futuro migliore.” Un dialogo fatto davanti a moltissime persone, una vera confessione a quattrocchi fatta di parole e di sguardi tra un padre e un figlio che forse capirà tra diversi anni le scelte del padre. A stento ho trattenuto le lacrime.

Servizio su Agenda rossa
Una Palermo che crede in tutto tranne che nella legalità e nella giustizia. Una città religiosissima, il festino prima di tutto, santa rosalia è a santuzza a cui tutti si appigliano. In ogni quartiere, ma che dico, in ogni anglo di ogni isolato vi è un’icona di qualche madonna o santo. In estate è un brulicare di feste religiose ma stranamente a questa religiosità, come in tutte le zone più povere di questo mondo si contrappone una forte incidenza criminale. Non a caso Riina si dichiara credente, legge la Bibbia e nelle sue pagine i pizzini fanno da segnalibro. Strano eh! se il mondo fosse tanto onesto quanto religioso…in Sicilia ci sarebbe il paradiso in terra. Ma si sa purtroppo la religione è un modo di cercare di porre la propria coscienza a posto. Basta una preghiera per avere l’indulgenza dei propri peccati. Io non mi sento la coscienza a posto, non ho fatto abbastanza nella mia vita per la società e cerco di trovare la pace in terra e non nell’aldilà, cerco di ripagare il mio disturbo attraverso un contributo alla società. Non sarà mai abbastanza ma almeno ci si impegna. Io non sono religioso, sono ateo, non ho visto dio, la madonna, gesù, santi e angeli. Ho visto però uomini sacrificare la propria vita per la società, li ho visti nei video, nelle foto. Ho visto la loro morte tra le lamiere e le carcasse delle loro auto. Falcone, Borsellino, Dalla Chiesa e se vogliamo tornare indietro nel tempo ho visto Salvo D’acquisto. Ecco io credo in queste persone che sono andate incontro alla morte con paura ma nel coraggio e la consapevolezza che non sarebbe stato vano. Io credo nel calendario dei santi laici di Beppe Grillo ma non in quello di frate indovino. Una Palermo quindi tanto religiosa quanto mafiosa, che ha scelto il ruolo di giuda ma giuda di se stessa.

Author: Luciano Crimi Categories: Palermo Tags:

Palermo….prima in classifica.

10 luglio 2009

Quando arrivai la prima volta mi affascinò, l’impatto fu da turista. Vedevo la parte visibile della città, la parte che tocca la gente appena arriva e finchè non la vive. Poi il destino ha voluto che vincessi un concorso e che mi trasferissi definitivamente. I primi mesi li passai sempre in giro affascinato dalla sua storia visibile dai resti delle civiltà che si sono susseguite e che hanno lasciato i segni sui volti dei cittadini. I  volti scuri di molte persone e i magnifici occhi azzurri delle ragazze palermitane (residuo della civiltà normanna).

Il tempo poi manifesto la vera identità di questa città. Una città fatta di persone che non amano la società, che non amano le regole, si vive alla bisogna senza pensare al futuro….tanto non capita a me. Una città fatta di persone dal vivere oggi senza pensare al domani. Del meglio io che gli altri, casa mia e poi il resto. Meglio l’uovo oggi che la gallina domani è il motto.

La città dove le forze dell’ordine si chiamano sbirri in modo naturale. Dove gli “sbirri” ormai si limitano solo a guardare senza intervenire, sarebbe oltretutto troppo oberoso visto che l’eccezione non è l’illegalità ma il contrario. Non capita raramente quindi che polizia passi accanto a posteggiatori abusivi o che vada a comprare nei mercati e senza scontrino. Che le corsie preferenziali siano usate normalmente da tutti e che la gente attraversi le strade ovunque.

Una città dove la pulizia è un optional, dove la spazzatura è ovunque nonostante le migliaia di operai della nettezza urbana.

Una città però religiosissima con le sue feste di quartiere e la giornata dedicata a Santa Rosalia in cui partecipano tutti indistintamente, da devoti a mafiosi. Si perchè la Palermo è soprattutto questa, un ambiente corrotto e deviato. Dove nessuno si ribella, anzi partecipa con piacere sedendosi a tavola con chi lavora per il non rispetto delle leggi. Dove non ci si indigna per nulla. I morti di mafia col tempo vengono sempre più dimenticati, non se ne parla più nelle scuole. Le scolaresche che arrivano a Palermo, in occasione della strage di Capaci e di via D’Amelio, sono quasi esclusivamente del resto d’Italia. Una Palermo che è assuefatta alle morti eccellenti e che preferisce rimanere con gli occhi chiusi e dimenticare piuttosto che lottare per migliorarsi. Una Palermo che preferisce convivere col malaffare piuttosto che scegliere la via della legalità e dare un futuro migliore ai propri figli.

Per questo la Palermo è quella di sopra per chi ci vive e quella di sotto per chi ci osserva dall’esterno.

Author: Luciano Crimi Categories: Palermo Tags:

Incontro con Enrico Mentana

27 giugno 2009

Ebbene si, il mio incontro faccia a faccia con Enrico Mentana. Mi sono recato alla libreria Flaccovio di via Ruggero Settimo a Palermo, armato di fotocamera e fogliettino con 4 domandine.  Purtroppo ho avuto la possibilità di fargliene solo una e così ho scelto la più tosta.

Lui si presenta e racconta se stesso, di come iniziò e di come condusse il tg5, sempre a schiena dritta, dice, sempre “neutrale e indipendente” (neutrale, che significa?). Arriva il momento delle domande. Tutti elettrizzati, proni e sorridenti al suo cospetto. Domande soft e tranquille ma c’ho pensato io a ravvivare la serata.

Davanti a qualche telecamera alzo la mano, prendo il microfono e mi butto per la prima volta a capofitto nel dibattito con un personaggio che ha segnato il panorama televisivo e giornalistico seppur, a mio parere, con la schiena curva nei confronti del padrone.

“Ci sono volute diverse cene tra le quali una nel 1994, lo affermò Facci che non era certo di sinistra, una nell’aprile del 2008 prima delle elezioni e 18 anni di militanza a mediaset per rendersi conto di essere in una “dependance di Forza Italia?”

Risposta:

Beh dopo la discesa in campo, Berlusconi volle creare un tg, un telegiornale che fosse alternativo a quelli lottizzati come tg1, tg2 e tg3, sembra strano ma agli inizi non era un comitato elettorale come dichiarai io. Lo diventò dopo e in una lettera a Confalonieri chiesi di uscire in punta di piedi”

Non fu così ribatto io, è stato cacciato via. Montanelli ebbe più dignità e se ne andò dopo aver capito la linea politica che voleva dare Berlusconi a Il giornale.

“Non se ne andò ma fu cacciato ” mi risponde lui. Minchia penso io e ribatto che non è così, Travaglio che lavorava con Montanelli afferma che se ne andò e in rete si legge ovunque così.

Lui mi dice che Internet è un posto dove si legge tutto e il contrario di tutto, che non è affidabile, che non ci sono controlli. Insomma non mi permette di ribattere. Poi altri fanno le loro domande, tra cui uno in cravatta, credo del PDL che conferma i limiti di internet, a ruota tutti concordano e mi guardano come se fossi un marziano io che non leggo libri, giornali, tv ma mi affido a internet. che seguo blog e siti di certi qualunquisti (credo si riferisca a Grillo) e poi elogia Mentana, bla bla bla.

Insomma alla fine Lui si dichiara come uno che è stato indotto alle dimissioni, che Mediaset ha frainteso le dimissioni da direttore editoriale e lo ha cacciato anche da Mediaset. Poi lui cita Mediaset in giudizio, vince, lo reintegrano e trova un accordo per rislvere il contratto.

Insomma vuole far crederci che è stato non cacciato ma indotto all’abbandono, che Montanelli è stato invece cacciato.

Non ho avuto modo di ribattere, in quanto molti dovevano fare domande. Ho mancato di cattiveria, d’altra parte era la mia prima intervista e non ho mostrato le unghie, l’emozione e l’isolamento mi hanno un pò impaurito.

Lui afferma ancora che un giornalista deve essere “Neutrale e indipendente”. Che significa Neutrale? Indipendente si ma Neutrale? Un signore gli ricorda che i giornalisti che fanno domande scomode non ci sono più ma lui con giri di parole evita la risposta.

Alla fine dopo le autografie di rito sui libri gli faccio un in bocca al lupo, gli stringo la mano e gli dico “adesso che è libero sia indipendente ma non neutrale, se lo può permettere!!! Lui mi chiede: “Lei lavora?”, “Si” rispondo io, e lui ancora “Beh io no”, “Ma lei se lo può permettere di non lavorare!” ribatto.

Riflettendoci poi ho capito la risposta e ho anche capito il significato di neutrale. In soldoni se lui facesse il giornalista, facesse le domande anche le più scomode e spiacevoli non lavorerebbe da nessuna parte. Da qui la necessità a mi parere di essere neutrale, insomma non rompere troppo le palle.

Ah dimenticavo che l’omino con la cravatta, insomma il pdellino, mi si avvicina e mi dice. “Come sempre siete stati sbugiardati, dite delle cose non corrispondenti a verità voi della rete”. “Cosa?” Dico io. e Lui: “Quello che Le ha contestato Mentana”. Che Montanelli se ne è andato è vero, e che lui (Mentana) è stato cacciato anche. Se Lei ha delle fonti alternative me le dica che le verifico”. Lui incassa e si eclissa tra i fan a caccia del suo autografo.

Author: Luciano Crimi Categories: Informazione, Palermo Tags: