Palermo….prima in classifica.

Quando arrivai la prima volta mi affascinò, l’impatto fu da turista. Vedevo la parte visibile della città, la parte che tocca la gente appena arriva e finchè non la vive. Poi il destino ha voluto che vincessi un concorso e che mi trasferissi definitivamente. I primi mesi li passai sempre in giro affascinato dalla sua storia visibile dai resti delle civiltà che si sono susseguite e che hanno lasciato i segni sui volti dei cittadini. I  volti scuri di molte persone e i magnifici occhi azzurri delle ragazze palermitane (residuo della civiltà normanna).

Il tempo poi manifesto la vera identità di questa città. Una città fatta di persone che non amano la società, che non amano le regole, si vive alla bisogna senza pensare al futuro….tanto non capita a me. Una città fatta di persone dal vivere oggi senza pensare al domani. Del meglio io che gli altri, casa mia e poi il resto. Meglio l’uovo oggi che la gallina domani è il motto.

La città dove le forze dell’ordine si chiamano sbirri in modo naturale. Dove gli “sbirri” ormai si limitano solo a guardare senza intervenire, sarebbe oltretutto troppo oberoso visto che l’eccezione non è l’illegalità ma il contrario. Non capita raramente quindi che polizia passi accanto a posteggiatori abusivi o che vada a comprare nei mercati e senza scontrino. Che le corsie preferenziali siano usate normalmente da tutti e che la gente attraversi le strade ovunque.

Una città dove la pulizia è un optional, dove la spazzatura è ovunque nonostante le migliaia di operai della nettezza urbana.

Una città però religiosissima con le sue feste di quartiere e la giornata dedicata a Santa Rosalia in cui partecipano tutti indistintamente, da devoti a mafiosi. Si perchè la Palermo è soprattutto questa, un ambiente corrotto e deviato. Dove nessuno si ribella, anzi partecipa con piacere sedendosi a tavola con chi lavora per il non rispetto delle leggi. Dove non ci si indigna per nulla. I morti di mafia col tempo vengono sempre più dimenticati, non se ne parla più nelle scuole. Le scolaresche che arrivano a Palermo, in occasione della strage di Capaci e di via D’Amelio, sono quasi esclusivamente del resto d’Italia. Una Palermo che è assuefatta alle morti eccellenti e che preferisce rimanere con gli occhi chiusi e dimenticare piuttosto che lottare per migliorarsi. Una Palermo che preferisce convivere col malaffare piuttosto che scegliere la via della legalità e dare un futuro migliore ai propri figli.

Per questo la Palermo è quella di sopra per chi ci vive e quella di sotto per chi ci osserva dall’esterno.

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6 Commenti a “Palermo….prima in classifica.”

  1. LUISA scrive:

    Leggere il tuo articolo dà i brividi.
    Si assapora l’amarezza di chi si è sentito ingannato da una Palermo che, fra datati monumenti in stile Lyberty e feste popolari, sfoggia una barocca commistione fra il vero e il falso, la giustizia e l’ingiustizia dove si confondono il grossolano riso carnevalesco ed il pianto isterico tipico dei riti funebri, dove la vita e finzione e la finzione è vita.
    Ho vissuto 7 anni a Palermo.
    Ciao

  2. LUISA scrive:

    ops! ho dimenticato qualche accento…I’m sorry

  3. Luciano Crimi scrive:

    Come vedi per negatività il primo posto lo merità tutto, tra i capoluoghi di provincia e forse oltre, Palermo. Nel’articolo “Palermo giuda di se stessa” capirai anche perchè odio questa città.

  4. LUISA scrive:

    LUKY
    LA ODI PROPRIO OPPURE TI RICONOSCI NEI VERSI A SEGUIRE?

    CARME 85

    Odi et amo. Quare id faciam, fortasse requiris.
    Nescio, sed fieri sentio et excrucior.

    Odio e amo. Forse mi chiedi come io faccia.
    Non lo so, ma sento che ciò accade, e mi tortura.
    CATULLO
    _____________________________________
    Ὲρέω τε δηὖτε κοὐκ ἐρέω,
    καὶ μαίνομαι κοὐ μαίνομαι.

    Amo e non amo,
    sono pazzo e non sono pazzo. (fr. 46 Gentili)
    ANACREONTE

    @Luciano Crimi

  5. LUISA scrive:

    Luky TI CONSIGLIO DI PUBBLICARE LA FOTO DELLA “ELEGANTE SARTORIA….” E scrivere qualcosa in proposito..molto interessante :)

  6. Luciano Crimi scrive:

    Non è nulla di particolare, è solo una foto da osservare e sorridere.

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