Come scaricare i video in streaming dei siti web.

19 ottobre 2009

Download video dalla Rai

Per scaricare i video dal sito web della rai io ho seguito questi passi e utilizzato due programmi.
Firefox (credo funzioini anche con IE) e Orbit downloader.

Installate i due software, avviate poi Orbit e apparirà una iconcina in basso a destra accanto all’orologio. Cliccate col tasto destro e settatelo come da figura:

orbitPoi andiamo sul sito della Rai e avviamo un video, passiamo col mouse di sopra e vedremo una iconcina apparire. Clicchiamo sulla freccia della iconcina e scegliamo di scaricare il file htm. Lo apriamo e vedremo il link del tipo mms://……., basta selezionarlo e fare clic destro, si aprirà la finestra di download di Orbit. Il gioco è fatto.

Download video da Mediaset

Per scaricare invece dal sito Mediaset, oltre che Firefox, serve invece Realplayer. Scaricatelo e installatelo, basta la versione free. Una volta avviato Realplayer, aperta la pagina web dove c’è il video da scaricare, apparirà in alto a destra del player l’icona Scarica questo video. Premerlo e il gioco è fatto.

Su mac invece ho dovuto settare il download automatico. In poche parole aprire il sito web col video streaming, poi avviare Realplayer, poi cliccare sull’iconcina RealPlayer Downloader.

realdownloader

Andare nelle preferenze del programmino e settarlo come da figura:

pref_realdown

Salvare le impostazioni e adesso basterà cliccare sul video che state vedendo per far apparire il file da scaricare in RealPlayer Downloader.


Author: Luciano Crimi Categories: Palermo Tags:

Il “Primo” marinaio di Palermo

24 settembre 2009

Alla luce della vicenda dell’impiegato assenteista presso la Gesip a Palermo e degli ulteriori sviluppi, scoperta da Stefania Petyx a Striscia la Notizia, ho pensato di mettere i puntini sulle i. Questo che sosterrò vale per un Paese che sogno. Un Paese normale dove i mafiosi vanno in cella, dove i politici fanno politica e non doppi lavori, dove l’informazione informa e i giornalisti non sono cacciati o puniti solo perchè dicono quello che pensano, ecc ecc…

In un Paese normale un cittadino non si rivolgerebbe a Stefania Petyx, in un paese normale non ci sarebbero neppure queste persone che sputano su un posto di lavoro nonostante in Italia la disoccupazione sia ai massimi storici.

In un Paese normale il cittadino andrebbe dalla Dirigenza di quella azienda a segnalare il “problema” o al massimo dalle Forze dell’ordine. Siccome non siamo un paese normale,  non ci si fida della Dirigenza dell’ente in oggetto e non ci si fida delle forze dell’ordine, allora si spiffera in tv. Scommetto che se la segnalazione fosse arrivata alla Polizia si sarebbe insabbiato tutto (questo si che è normale).

In un Paese normale ci sarebbe stata una Dirigenza normale e l’impiegato non avrebbe potuto assentarsi senza che nessuno se ne accorgesse, ammettendo che la dirigenza sia in buona fede ma ne dubito.

In un Paese normale un Sindaco si sarebbe informato sulle persone da assumere, per capire a chi consegna i propri beni da gestire, ma soprattutto avrebbe assunto regolarmente pagando i contributi. Questo vale anche per un grande imprenditore di cui censuro il nome visto che siamo in un Paese anormale.
In un Paese normale la gente sarebbe scesa in piazza per protestare, soprattutto la gente senza lavoro, gente che ha voglia di lavorare ma non può perchè vede che altre persone indegne, chiamate direttamente e non per concorso, occupano abusivamente un posto di lavoro che non meriterebbero e che calpestano per andare a fare il “marinaio”, non per gestire la propria barca ma quella del Sindaco.  Qualcun altro aveva il “fattore” mafioso, qui abbiamo un “marinaio” che affittava la barca in nero all’insaputa del suo “capitano” a quanto pare.

In un Paese normale, ad es. Inghilterra, un politico di professione si dimetterebbe per molto meno, ad es.  per aver pagato una propria fattura con soldi dello stato. Evidentemente non lo siamo…normali.

Facciamoci una ragione, dovremo aspettarci ancora qualcosa di più, quello che stiamo vivendo in questi anni è solo l’inizio. D’altra parte non siamo in un Paese normale e quindi è ….normale.

Author: Luciano Crimi Categories: Palermo Tags:

Potenziate il vostro Firefox!

21 settembre 2009

Ho ricevuto da mio cugino Renato, che saluto, una mail con alcuni addon per firefox.
Chi non sapesse cosa sono gli addon: sono in pratica del software che si installano, si integrano col programma per il quale sono stati progettati (in questo caso Firefox) apportando funzionalità aggiuntive.

Inizio con il primo.

TV Fox, ovvero la Firefox TV, è un’estensione che ti permette di vedere istantaneamente e gratis 3000 canali televisivi.

Questo addon aggiunge una barra sotto quella degli indirizzi di firefox, che permette di scegliere innumerevoli tv live in base anche alla provenienza oltre che alla tipologia. Provato e va che è una meraviglia.

Ecco come funziona.

TV Fox si installa cliccando su Install TV-FOX, quindi si riavvia il browser.  image_tvfox1

La toolbar è formata da una casella di ricerca e da dei menù a tendina. Quello mostrato nello screenshot riguarda le televisioni disponibili per ogni singolo Paese.

La casella di ricerca permette di fare ricerche su Google, Wikipedia, Babylon, Youtube, Torrent Search, Ebay e Amazon ma non aggiunge niente di nuovo.

Le icone più interessanti sono invece quelle più a destra che mostrano la prima (televisorino blu), come già detto, le televisioni disponibili in ogni Stato e la seconda (televisorino verde) le emittenti disponibili per categoria.

image_tvfox2

Si va dalla musica alle notizie, dagli affari allo sport, dall’intrattenimento all’educazione, ecc.

Molto utile se si vuole seguire la televisione mentre si lavora al computer visto che apre una finestra a se stante che può essere spostata in qualunque zona dello schermo.

C’è pure una sezione che si chiama World Live Webcam che ci fa vedere le trasmissioni di centinaia di telecamere sparse in ogni dove nel pianeta.

image_tvfox3

Un altro è veramente molto utile, un addon che permette al clic destro di tradurre intere frasi.

Tre add-on di Firefox per tradurre testo o intere pagine web con un click.

Ecco le tre estensioni che sono considerate le migliori per tradurre con Mozilla Firefox

  1. gTranslatesi seleziona il testo, si clicca con il destro del mouse e si sceglie la lingua in cui tradurre. Sfrutta l’ottimo traduttore di Google
  2. Translatorsupporta i seguenti servizi di traduzione online: Google Translation, Yahoo! Babelfish, PROMT, freetranslation.com, Altavista, Im translator. I linguaggi tradotti sono i più importanti compreso russo, cinese, turco
  3. Foxlingoè la risorsa più potente. E’ in grado di tradurre ben 1500 differenti coppie di lingue! Si possono inoltre tradurre intere pagine web

In conclusione per una maggiore semplicità e velocità di traduzione è da preferire gTranslate, per la completezza delle risorse Foxlingo mentre Translator è un’interessante via di mezzo.

In tutti e tre i casi dopo aver installato l’estensione occorre riavviare il browser. A titolo di esempio ecco come funziona gTranslate che io ho installato e testato.

traduzione

traduzione2

Alla fine per chi scarica da siti come Rapidshare, Megaupload ecc ecc una bella soluzione per non aspettare prima del download.

L’ho testato su Rapidshare e non va, invece con Megaupload va che è una meraviglia. Evita di aspettare i famosi 25 o 45 secondi che siano.

Eliminare le attese quando si scarica da Rapidshare, Megaupload e siti simili con l’add-on SkipScreen.

SkipScreen, lo dice la parola stessa, salta le videate inutili e che fanno perdere tempo quando si fanno dei download dai seguenti servizi: Rapidshare, zShare, MediaFire, Megaupload, Sharebee, Depositfiles, Sendspace, Divshare and Linkbucks.


In Rapidshare, per esempio, esiste la pagina che divide gli utenti normali da quelli premium, ecco con questa estensione questa opzione non dovrebbe più apparire. Cose simili avvengono anche negli altri servizi di hosting (vedi le captcha su Megaupload); questo plug-in ancora in fase sperimentale dovrebbe consentire di bypassare queste pagine con notevole sollievo dell’utente.

Se ne conoscete altri ditelo qui!


Author: Luciano Crimi Categories: Informatica Tags:

Liberi di non credere….io ci sarò.

18 settembre 2009

19 SETTEMBRE 2009, ROMA
LIBERI DI NON CREDERE
primo meeting nazionale per un paese laico e civile

Erano pochi milioni, cent’anni fa. Oggi sono circa un miliardo. Il formidabile aumento del numero dei non credenti è l’unica, rilevante novità nel panorama religioso mondiale degli ultimi decenni. Un fenomeno che, peraltro, nei paesi democratici non accenna affatto a fermarsi: una crescita che, significativamente, non è il frutto dell’opera di ‘missionari’ dell’ateismo e dell’agnosticismo, ma l’esito di centinaia di milioni di riflessioni individuali. Circostanza ancora più eloquente, la loro diffusione è maggiore quanto maggiore è la diffusione del benessere, dell’istruzione, della libertà di espressione. Lungi dal portare le società alla rovina, come vaticinano leader religiosi incapaci di trovare risposte più adeguate alla secolarizzazione, atei e agnostici ne rappresentano la parte più dinamica, quella che più contribuisce alla loro crescita: rispetto alla media della popolazione sono più giovani, più istruiti, più aperti al nuovo, più tolleranti nei confronti di chi viene troppo spesso dipinto come ‘diverso’: stranieri, omosessuali, ragazze madri, appartenenti a religioni di minoranza.

Quasi ovunque il mondo politico ha registrato questi cambiamenti, improntando le legislazioni nazionali a norme sempre meno dipendenti dall’etica religiosa prevalente (ancora per quanto?), e valorizzando per contro l’autodeterminazione dei singoli individui. Persino in una “nazione cristiana” quale sono ritenuti gli Stati Uniti, un americano su sette non appartiene ad alcuna religione: non è un caso che, nel suo discorso di insediamento, Barack Obama abbia esplicitamente riconosciuto il ruolo dei non credenti.

Un solo paese occidentale sembra fare eccezione, nonostante la religiosità sia in calo anche lì. È il paese con la classe politica meno apprezzata, con i livelli più bassi di libertà di espressione: un paese che tanti, in patria e all’estero, ritengono in declino. Quel paese è il nostro, quel paese è l’Italia. Un paese dove i non credenti sono i paria della società, relegati dalla legge (e dal condizionamento sociale) a cittadini di quinta categoria: l’incredulità viene buona ultima, quanto a diritti, dopo la Chiesa cattolica, le confessioni sottoscrittrici di Intesa, i culti ammessi e le confessioni non registrate. Un paese dove si può essere censurati se si tenta di scrivere che Dio non esiste. Un paese dove, in televisione, è impossibile ascoltare una critica alle gerarchie ecclesiastiche.

Eppure gli atei e gli agnostici non sono affatto pochi: anche in Italia, un cittadino su sette non crede. Ma nessuno lo ascolta. Certo, il servilismo del mondo politico e dei mass media italiani non teme, come si è detto, confronti con altri paesi. Ma anche gli increduli hanno le loro responsabilità. Se vogliono non essere discriminati sui luoghi di lavoro; se desiderano che i loro figli, a scuola, non siano confinati in un ghetto; se non accettano che ingenti somme delle (scarse) finanze pubbliche finanzino organizzazioni confessionali; se, in poche parole, pensano che l’Italia debba realmente essere uno Stato laico e democratico, che tratta tutti i cittadini allo stesso modo, è necessario far sentire la propria voce. Finora non è mai accaduto: mai atei e agnostici hanno manifestato per i loro diritti civili.

Atei e agnostici non credono nei miracoli: sanno benissimo che, per ottenere dei cambiamenti, è necessario darsi da fare. È dunque venuto il tempo, anche per i non credenti, di mobilitarsi. Per questo motivo l’UAAR, l’associazione di promozione sociale che unisce gli atei e gli agnostici, indice per sabato 19 settembre, alle ore 15, nell’area antistante lo stadio Flaminio (Piazzale Ankara) a Roma

LIBERI DI NON CREDERE
primo meeting nazionale per un paese laico e civile

La data scelta non è casuale. I diritti dei non credenti possono essere riconosciuti solo laddove non c’è alcuna religione di Stato, di fatto e/o di diritto. Il 20 settembre 1870 non venne meno solo una religione di Stato; fu abbattuto un regime teocratico all’interno del quale era impossibile dichiararsi pubblicamente atei o agnostici. Molti, quel giorno, ritennero a portata di mano la realizzazione di una società, in cui una libera Chiesa costituisse solo una parte, non privilegiata, di un libero
Stato. Quel progetto, faticosamente avviato, fu poi bloccato dal ventennio fascista, dal cinquantennio democristiano e da un quindicennio di confessionalismo bipartisan.

Ora i tempi sono cambiati. Non intendiamo rievocare con nostalgia l’epopea risorgimentale: vogliamo invece impegnarci nella costruzione di una società moderna, laica, europea.

Vogliamo l’uguaglianza, giuridica e di fatto, di credenti e non credenti

Vogliamo l’affermazione concreta della laicità dello Stato

Vogliamo la fine di ogni privilegio, di diritto e di fatto, accordato alle confessioni religiose

Vogliamo che le concezioni del mondo non religiose abbiano la stessa visibilità e lo stesso rispetto delle concezioni del mondo religiose

In particolare, chiediamo:
Avvio di un processo per il superamento del regime concordatario
Riconoscimento delle unioni civili
Aumento delle risorse pubbliche stanziate per la ricerca scientifica
Rimozione degli ostacoli frapposti alla contraccezione d’emergenza (c.d. “pillola del giorno dopo”)
Abolizione dei limiti all’accesso alla fecondazione artificiale introdotti dalla legge 40/2004
Abolizione dell’obiezione di coscienza nei reparti di ginecologia degli ospedali pubblici
Introduzione della pillola RU-486 e presenza capillare di consultori pubblici
Legalizzazione dell’eutanasia attiva volontaria
Riconoscimento delle direttive anticipate di fine vita
Rimozione di ogni discriminazione basata sull’orientamento sessuale
Possibilità per tutti i cittadini di poter abbandonare formalmente la propria religione
Disponibilità su tutto il territorio nazionale di strutture per la cremazione e di sale del commiato laiche
Disponibilità, su tutto il territorio nazionale, di luoghi solenni e tempi consoni per il matrimonio civile
Edifici pubblici laici, non contrassegnati dal simbolo della Chiesa cattolica
Rispetto delle leggi sull’inquinamento acustico anche da parte delle confessioni religiose
Abolizione delle leggi di tutela penale in materia religiosa
Fine dei privilegi delle confessioni religiose nelle strutture obbliganti (ospedali, carceri, caserme…)
Riduzione dei tempi per l’ottenimento della separazione e del divorzio
Introduzione del sistema tedesco, per il quale solo i contribuenti che vogliono espressamente finanziare la loro fede pagano la tassa di religione
Fine del versamento di fondi comunali alle confessioni religiose quali oneri di urbanizzazione secondaria
Una scuola pubblica laica: dove chi non frequenta le ore di religione cattolica non sia discriminato; dove lo stesso insegnamento religioso cattolico sia sostituito da educazione civica o studio di religioni e filosofie non confessionali; dove non si svolgano atti di culto, visite pastorali o altre azioni di evangelizzazione; dove si insegnino l’evoluzionismo e il pensiero critico; alla quale siano destinati i fondi attualmente riversati su un sistema di scuole private ghettizzante e inefficiente.

Author: Luciano Crimi Categories: Palermo Tags:

Con l’acqua alla gola

17 settembre 2009

16 settembre 2009, la prima vera pioggia saluta il nuovo anno accademico all’Università di Palermo in Viale delle Scienze e causando non pochi problemi alla città intera.

Ma facciamo un passo indietro. A novembre 2008 viene eletto il nuovo Rettore, Roberto Lagalla, si fanno i conti e si scopre improvvisamente, e con sorpresa, che quelli fatti durante il precedente rettorato di Giuseppe Silvestri non sono così “sani” e che l’Università di Palermo non è tra le più “virtuose”. Si scopre un buco che varia, a seconda delle voci, dai 30 ai 120 milioni di euro. Nel frattempo scade a fine febbraio il mandato del Direttore Amministrativo Mario Giannone, gli subentra Vincenzo Petrigni. Il tempo di capire la situazione che, appena poco più di due mesi, rassegna le sue dimissioni (problemi personali dirà lui ma voci insinuano l’impossibilità di un accordo con le parti sindacali del personale). Gli succede Gabriele Cappelletti a giugno, dura qualche settimana e anche lui getta la spugna ma in seguito alle insistenze del Rettore torna al suo posto ritirandole.

Dopo varie attività amministrative, a dire il vero incoraggianti come il suo predecessore Petrigni, si vedono i primi risultati, ma a fine agosto Cappelletti, per problemi ancora una volta familiari (afferma lui), lascia definitivamente. La situazione intanto del buco, in parte risanato e fatti i conti per bene, è di 19 milioni di euro. Da Petrigni a Cappelletti intanto partiva una attività di taglia e spremi che portava al risparmio fino all’ultima goccia, trattenendo anche molti dei finanziamenti destinati alla ricerca e trattenendoli in bilancio per tamponare le falle. Si grida allo scandalo ma si procede comunque. Nelle strutture si blocca ogni “spreco”, se così si può chiamare, niente più acquisti di libri, niente più acquisti inopportuni, attività culturali limitate al necessario e molti degli ospiti di eventi culturali devono pagarsi anche alcune spese. Le strutture sono alla frutta, non hanno fondi per sostenere le normali spese di funzionamento. Gli edifici hanno parecchi problemi ma è estate e tutto procede nonostante tutto, a parte un episodio che ha molto di paradossale, presso l’edificio 15 dove lavoro, dove ha sede la mia struttura e la Facoltà di Scienze della Formazione. intervento_ed15Una ditta provvede a effettuare un intervento per una possibile crepa in cima all’edificio, fa dei test ed applica del materiale. Tutto qua, faccio delle foto. E’ la prima avvisaglia del peggio. Siamo quindi arrivati ad oggi, la prima vera pioggia che oltre a bloccare mezza città porta alla luce le falle dell’edificio 15 in balia delle intemperie. Sono le ore 11:00 del mattino e mentre fuori diluvia, all’8° piano sento un colare liquido, a mò di rubinetto aperto, vado a controllare e vedo che alcuni pannelli del controsoffitto sono venuti giù a causa dell’acqua che proviene dal terrazzo dell’edificio. Scopro che ci sono stati diversi problemi, uno dei quali in Biblioteca Centrale di Scienze della Formazione, al piano -1, parte del controsoffitto ha ceduto per l’acqua infiltratasi chissà da dove, piove sui libri, per non parlare poi del cattivo odore dovuto alle condutture del perenne problema del sistema fognario (mai risolto). In seguito alla mia e altre segnalazioni si presenta il giorno dopo, per l’ennesima volta,  un dipendente dell’Ufficio Tecnico che, sorridendo, effettua il sopralluogo presso la mia struttura, immagino già la sua risposta ma comunque effettuo le mie domande. “Alcune cose si possono sistemare ma per quanto riguarda la perdita dal soffitto non è possibile, il terrazzo è una groviera e non ci sono soldi, non ce la facciamo a sistemare gli edifici di Viale delle Scienze”.

Ma nella stessa giornata, per fare una battuta, piove sul bagnato. Scopro che molti dei contratti tra la Facoltà di Scienze della formazione e molti aspiranti docenti saranno a titolo gratuito, mandando nello sconforto molti di questi ultimi che ambivano ad una buona paga. Non ci sono i soldi per pagare le docenze esterne, forse molte discipline non saranno garantite nonostante ci sia il boom delle iscrizioni nell’Ateneo palermitano e a poche centinaia di metri si effettuano le selezioni degli aspiranti studenti (ignari di tutto) per l’accesso ai corsi di laurea. Docenze a titolo gratuito, solo per la gloria, magari a fine anno accademico verranno anche medagliati al suono dell’inno nazionale col tricolore della facoltà, rispolverato da una lunga vacanza nei bagni del 6° piano, tra lo scopettone e la ferraglia di materiale in attesa di essere smaltita. Che tristezza, proprio nella giornata della strage di militari italiani a Kabul, in Afghanistan.

Cosa ne sarà dell’Università di Palermo?

Author: Luciano Crimi Categories: Palermo Tags:

Lettera a Paolo Barnard.

8 settembre 2009

Mi sono imbattuto per caso su facebook su un sito, ho scoperto essere quello del giornalista freelance (ex di report)  Paolo Barnard. Mi ha colpito la sua durezza verso la società, verso i movimenti che cercano di cambiarla, una durezza alla fine verso l’individuo che secondo lui deve essere protagonista di se stesso senza adulare o seguire l’altrui pensiero.  Così ho letto qualche suo articolo, e da grillino non ho potuto che soffermarmi su quello in cui attacca appunto il comico genovese, Travaglio e altri.

Ho scritto così di getto una mail e l’ho spedita, c’è qualche errore ma mi è venuta così, come un dipinto sotto ispirazione, e la cito pari pari così come l’ho spedita, errori compresi.

Innanzitutto colgo l’occasione per ringraziarla dei servizi e delle informazioni che ci ha dato attraverso Report. Voi siete i nostri occhi, i giornalisti come lei sono il nostro mezzo per vedere meglio ciò che ci circonda. A volte sa non tutti hanno la sensibilità oculare di scorgere i particolari più piccoli e apparentemente nascosti. Noi umili cittadini abbiamo bisogno di GURU del giornalismo come voi, che ci aprano meglio gli occhi e ci raccontino i fatti.
Ho letto il suo articolo nel suo sito,
L’informazione & la deriva dei ‘nuovi paladini dell’antisistema’, che a differenza della orizzontalità che lei promuove, è l’espressione più verticale che ci sia. Come i classici media (giornali, libri, televisione) non permette di partecipare ed esprimere un’opinione o dissenso.
Lei ci impone in un certo senso di leggere ma non di controbattere se non attraverso l’anonimato dell’email.
La mia critica non ha odio nei suoi confronti, ripeto che ammiro la sua professionalità.
Io però la devo contraddire sulla sua tesi secondo la quale la società dovrebbe essere formata da tanti individui, ognuno con la propria verità. Lei ipotizza una anarchia dell’informazione senza punti di riferimento. Da sempre le idee sono partite da una mente, da un individuo, senza volerlo abbiamo una formazione che viene fuori in gran parte da ciò che reputiamo sia bene o male ed è il risultato di idee di altre persone di altri VIP intellettuali. Che ne voglia o no la società ha bisogno di punti di riferimento, non tutti abbiamo la capacità di cogliere l’essenza delle cose, a volte sono dentro di noi e non ce ne accorgiamo (parlo della mia esperienza di vita). A volte abbiamo bisogno di persone, come nel mio caso, Grillo, Travaglio, di Lei ed altri. Io ho vissuto in un paesino per 34 anni, poi per lavoro mi sono trasferito altrove, a Palermo, dove ho conosciuto un gruppo di persone con cui condividevo forma e idee di lotta. I grillini appunto. Ho conosciuto altre associazioni e mi sono unito a loro. La mia vita è cambiata, adesso ho molta rabbia dentro, vedo le cose molto più illuminate di prima. nel mio paesino, si, le notizie mi sconcertavano ma il giorno dopo ero quello di sempre. Grillo per me è stata la persona che mi ha fatto capire che bisogna si indignarsi, bisogna si andare a cercarsi le informazioni e criticare ma anche tirarsi le maniche su e darsi da fare. Sono diventato molto più attivista, adesso mi muovo, faccio domande scomode e protesto a viva voce e lotto per le cose in cui credo. Grazie  a Grillo ho trovato in me la rabbia di reagire. Le notizie di Report sono molto interessanti, per me Report è il miglior programma di informazione che esista in Italia, ma alla fine le persone se non ricevono una scossa non si muovono. Grillo, Travaglio hanno questa capacità e devo ringraziarli. Io non credo di aver perso l’autostima in me, anzi prima ero una larva umana ora credo in qualcosa e mi incazzo pure contro il mio piccolo sistema del mio paesino che vive fuori dal mondo fregandosene di quello che succede, dove la gente vota per un tornaconto personale, non crede in nulla.
Io non credo come lei che la verità sia molteplice, la verità è una. Bisogna fare di tutto per avvicinarsi il più possibile.
Anche lei è un trascinatore nel momento in cui avrà un seguito, lo voglia o no. Nel momento in cui le nostre idee avranno un consenso lo diventeremo. Io non credo di diventarlo ma altri si.
L’autoassoluzione avvien quando si parla in politichese generalizzando ma non quando si va al nocciolo del problema, la gente che ascolta Grillo o Travaglio può correre il rischio dell’autoassoluzione solo se si ferma all’apparenza, alla superficie delle denunce di questi personaggi. Non so lei cosa legga o come li vede ma Grillo, Travaglio citano molto spesso fonti. Non sto osannandoli, anzi a volte sono in disaccordo con loro ma nella stragrande maggioranza dei casi mi riconosco in loro.
Lei vuole che ognuno sia padrone di se stesso ma questa è una utopia che non porterà mai da nessuna parte la forza non è nel singolo ma nell’insieme. Per un cittadino di Palermo è normale buttare spazzatura a terra ma non a Zurigo o Bolzano, lì verrebbe additato ed escluso dalla società. Il gruppo, la coalizione fa la forza e molto spesso la legge.
I movimenti sono l’unione di individui con idee comuni, lei vorrebbe tanti movimenti quanti individui sul pianeta? Una catastrofe. Una Utopia.
Un consiglio, renda orizzontale il suo sito, crei un blog.”

Il sito di Paolo Barnard: http://www.paolobarnard.info/

Author: Luciano Crimi Categories: Riflessioni d'autore Tags:

In nome di Bettino.

8 settembre 2009

Ho scoperto leggendo in rete, mi scuso ma non lo sapevo, che esiste una Fondazione Craxi. Beh nulla di anormale, visto che l’ha fondata la figlia Stefania. Ma con mio stupore ho letto sul sito di Antonio Di Pietro che tale fondazione verrà finanziata con soldi pubblici mentre altre fondazioni come quella di Sandro pertini o Gabriele D’Annunzio non riceveranno un euro. Spero non sia vera questa seconda ipotesi. Così mi sono detto “Vado a dare un’occhiata in rete.

Vedo che tale Fondazione ha un bel sito e all’art. 3 dello statuto dice:

La Fondazione,  che non ha fini di lucro e non può distribuire utili,  ha per scopo principale la tutela della personalità, dell’immagine, nonché del patrimonio culturale e politico di Bettino Craxi e la promozione, lo sviluppo, il sostegno e la diffusione delle idee di progresso, giustizia e libertà che hanno sottinteso alla sua opera.

La Fondazione intende perseguire obiettivi di sviluppo e diffusione di valori etici, umanitari e solidaristici e si prefigge come scopo lo svolgimento di compiti di vario genere finalizzati ai menzionati fini etici.

Ne avrà di lavoro per tutelare l’immagine di quest’uomo!  Invece credo che avrà poco da diffondere quando parla di valori etici. Eh si perchè di etico nella politica di Craxi c’era ben poco visto lo stesso “Craxi non era uno statista, è stato solo il fondatore del sistema dei finanziamenti illeciti ai partiti, un incallito corrotto e corruttore che ha distrutto il sistema economico italiano fondandolo sul meccanismo clientelare piuttosto che su quello meritocratico. Un meccanismo per cui appalti e lavori pubblici finirono nelle mani del miglior offerente invece che del più capace.“(dichiarazione di Antonio Di Pietro che io ammiro e in cui credo, notizie tra l’altro confermate anche dalle sentenze e riportate su wikipedia).

Su Wikipedia si legge ancora: “La Fondazione Craxi è una fondazione nata il 18 maggio 2000 allo scopo di tutelare la personalità, l’immagine, il patrimonio culturale e politico di Bettino Craxi attraverso la raccolta di tutti i documenti storici che riguardino la sua storia politica”.  Mi chiedo se la sig.ra Stefania Craxi menzionerà e archivierà anche le migliaia di pagine delle inchieste giudiziarie che hanno visto suo padre condannato in contumacia mentre era latitante e tutte le altre inchieste dichiarate estinte come, ironia della sorte, il protagonista.

Sul sito della fondazione si legge:

La Fondazione Bettino Craxi è stata costituita il 18 maggio 2000, da Stefania Craxi, figlia del leader Bettino Craxi, la cui scomparsa è avvenuta ad Hammamet, in esilio, il 19 gennaio 2000.

Dovrebbe correggere una parolina la signora Craxi, al posto di “in esilio” metta “da latitante” visto che per la legge uno che fugge sottraendosi alla giustizia è tale.

Wikipedia da una rappresentazione del personaggio Craxi molto più vicina alla realtà di quanto sostenga la figlia e si legge anche che è stato proposto di intitolare una via in suo onore a Roma. Sapete chi è il proponente? … Walter Veltroni, si proprio lui. Non mi sorprendo quando Grillo chiama questo sistema Veltrusconismo. Craxi è “l’amico” che lega i due personaggi politici nostrani. Adesso il compito di intitolare la strada a Craxi è in mano ad Alemanno…buon lavoro.

Author: Luciano Crimi Categories: Palermo Tags:

Un’Italia …. che vergogna

8 settembre 2009

Mi vergogno ….

di un’Italia delle idelogie e poche idee;

di un’Italia che fa finta di nulla;

di un’Italia che non si indigna e non ha pudore;

di un’Italia in mano ad un puttaniere;

di un’Italia che non sa cosa sia l’etica, che affida alla magistratura l’opera di pulizia politica;

di un’Italia che nonostante le condanne della magistratura abbia pregiudicati di ogni reato in parlamento;

di un’Italia dove i mafiosi vengono giudicati eroi e chi muore per mano mafiosa invece dimenticato;

di un’Italia dove si finanzia, con soldi pubblici, una fondazione in nome di Bettino Craxi e non quella di Sandro Pertini;

…………

Author: Luciano Crimi Categories: Riflessioni d'autore Tags:

Se Berlusconi avesse ragione?

4 settembre 2009

Mi sono imbattuto in un articolo molto simpatico di un blog graficamente uguale al mio ma molto più divertente e sporcaccione!!
Il titolo è uguale a questo e devo farvelo leggere, ve lo riporto pari pari, cito anche la fonte alla fine caso mai vi venisse in mente di andarci a dare un’occhiatina. Un articolo che fa delle ipotesi molto improbabili ma che incredibilmente ho pensato fossero ammissibili. Tempo fa, lo giuro, me le sono poste anche io queste domande, mi sono venuti gli stessi dubbi ma alla fine ho ritrovato la retta via e la luce davanti a me.

All’improvviso, così, nel bel mezzo della notte più buia e tempestosa che i miei spermatozoi ricordino, come se da sotto il letto fosse spuntato Calderoli a rimboccarmi le coperte, mi sono svegliato madido di sudore, urlando a squarciagola un lunghissimo e profondissimo “noooooooo” inzuppato d’orrore e grondante sangue marcio.

E se Berlusconi avesse ragione?

E se fossero vere tutte le sue sparate sulle toghe rosse, la giustizia ad orologeria, la magistratura politicizzata, tenuta per le palle da Fassino, D’Alema, Diliberto e Pecorario Scanio?

E se fosse vero che Prodi è riuscito nell’impresa di rovinare l’Italia in meno di due anni? E se fosse vero che la sinistra è irrimediabilmente corrotta, in quanto geneticamente statalista ed assistenzialista? E se fosse vero che se governassero loro, i comunisti – Dio, come mi fa ribrezzo anche solo scrivere questa parola, adesso! – la nazione sarebbe flagellata da terrore, distruzione e morte?

E se fosse vero che la mafia verrà finalmente debellata dal governo in carica? E se fosse vero che con le grandi opere, tra cui delle leggiadre centrali termonucleari raffreddate a fiato, renderanno il Belpaese la prima potenza mondiale? E se fosse vero che, se lo avessero lasciato lavorare, a quest’ora sarei sprofondato in una Jacuzzi d’oro massiccio traboccante di dobloni, anziché in una fossa biologica straripante cacchina liquidina?

E se fosse vero che Lui è il più grande statista di tutti i tempi? E se fosse vero che Bush ed i potenti del mondo lo temono e lo rispettano come tale? E se fosse vero che non è vero niente che Lui ha corrotto i giudici e frodato il fisco per arricchirsi? E se fosse vero che i suoi più stretti collaboratori sono stati condannati per corruzione ed associazione mafiosa, ma Lui non sapeva niente?

E se fosse vero che, così come ha risolto il problema dei rifiuti a Napoli, renderà la penisola una grande e ancora più bella copia di Milano 3?

E se fosse vero che Prodi è un mafioso per di più incapace che ha governato illegittimamente rubando i voti a Silvio? E se fosse vero che Veltroni è un camorrista che di notte andava a spargere i rifiuti nella città partenopea? E se fosse vero che tutte le menti più brillanti sono al governo, mentre a sinistra ci stanno solo i parassiti perdigiorno lavativi? E se fosse vero che chi non ha votato per Silvio è un coglione?

Ecco, se avete risposto “sì, è vero” ad almeno una di queste domande, probabilmente guardate troppo spesso il Tg4.

Fonte: http://www.prepuzio.com/2008/07/e-se-berlusconi-avesse-ragione.html/

Author: Luciano Crimi Categories: Riflessioni d'autore Tags:

Record da ….brivido

30 agosto 2009

La notizia è un pò vecchiotta ma ne vale la pena. Non molti infatti leggono questi siti di alta tecnologia ma

“A Las Vegas il 10 gennaio 2009, i processori AMD Phenom™ II X4:

  • hanno infranto il record mondiale detenuto da FutureMark 3DMark® 05
  • sono diventati i primi processori quad-core x86 nella storia a superare la barriera dei 5,5 GHz in una dimostrazione pubblica
  • sono diventati i primi a funzionare a temperature vicine allo zero assoluto

La tecnologia della piattaforma AMD dal nome in codice “Dragon” ” è una sintesi di potenza di calcolo stupefacente e di The Ultimate Visual Experience™: la fusione del nuovo processore AMD Phenom™ II, della scheda grafica ATI Radeon™ HD 4870, del chipset a href=”http://www.amd.com/790gx”>AMD 790GX e del software AMD.”

fonte: http://game.amd.com/us-en/landings/tomslanding.aspx?l=IT

record_processore

Che dire mi ricordo dei primi anni 2000 quando si raggiunse il primo giga e in accensione il pc raggiungeva la temperatura di -42 ° C. Mi fa un pò ridere se penso al passato ma nuovamente resto allibito pensando al presente così come lo ero 8 anni fa. Questa volta i gradi centigradi sono -242, vicini allo zero assoluto e alla teorica scomparsa della materia!!! Vedere un gas bollire è una sensazione incredibile.Tra vapori di idrogeno, elio e display elettronici i ghz sono arrivati a 6.5!!! Alla fine, dopo applausi e foto, i protagonisti dei record si sono fatti pure i gavettoni…naturalmente con l’idrogeno liquido.

Guardate il video